E’ stato bello.

Sto guidando. Intorno a me una campagna viva, distese di terra concimata. MEGLIO chiudere il finestrino. Sono assorta nei miei pensieri bucolici, sono assorta… E appare lui all’orizzonte, dietro di me.

E’ inevitabile, non posso sfuggire, l’auto “chehatantafretta”mi sta inseguendo, mi punta minacciosa fino ad arrivare a 10 cm dal mio bagagliaio.

Perché caro?

Per quale stressante motivo stai cercando di sodomizzare la mia piccola Clio?

Passa caro, superami senza incertezze.

Non cercherò, lo giuro, di bloccarti, non avrò complessi nel vederti sfrecciare davanti a me e sparire dietro la curva. Vedi caro, non penserai di essere l’unico? Mi dispiace davvero. Ma appena sarai sparito, come d’incanto, apparirà un altro “chehatantafretta” e, come te, mi seguirà per alcuni minuti, così vicino da fare amicizia.

Quindi, non essere dubbioso, vai caro, vai.

Senza rimpianti.

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2 pensieri su “E’ stato bello.

  1. al prossimo chehatantafretta, quando è ben vicino al baule, tu mantenendo il piede sull’acceleratore come prima, sfiora col sinistro il pedale del freno quel che basta per far accendere le luci degli stop. Vedrai la paura che si prende il tipo di avere un contatto troppo ravvicinato 🙂
    ml

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    • Eh già… e io non sono esattamente una che va “piano” ma evidentemente per alcuni è una valvola di sfogo o un’alternativa allo stalking ;))

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