Bada ben, bada ben…

Paesino di provincia, uno dei tanti sparsi nel Nord Italia. Villette, campi e badanti. Tante badanti.

Qualche tempo fa, le riconoscevi alle fermate degli autobus o in fila con le borse di plastica al mercato, perché camminavano rapidamente, occhi a terra, in jeans e Hogan usate, ereditate da qualche signora durante il cambio stagione nell’armadio. Erano tutte straniere.
Qualcuna era laureata, parlavano minimo tre lingue.
Una vita dura, lontano da casa, risparmiando per la famiglia, per i figli che vedevano solo due o tre volte all’anno dopo 24 ore di tragitto in pulman stracarichi.
Ma ora, se cerchi una badante, ti rispondono ragazze italiane, che stanno studiando o sono semplicemente stanche di aspettare lavori che non si trovano. Tante ragazze che snobbano call  center e contratti a chiamata, che preferiscono essere pagate per quello che, in tempi felici, facevano come volontariato.
La paga è buona, in regola, con contributi e tfr, si lavora 6/8 ore al giorno e spesso comprende vitto e alloggio.
Certo, bisogna avere la pazienza di un monaco tibetano, la forza di un nerboruto e non bisogna essere schizzinose perché cambi di pannolini e lavaggi di anziani richiedono delicatezza e tatto, a volte stomaco di ferro.
Sicuramente non si tratta del lavoro dei sogni, non risponde ai sacrifici fatti in anni di studi e sono sicura che continueranno a cercare di trovare il proprio sbocco, la propria opportunità, ma nell’attesa cercano di mantenersi, di aiutare magri emolumenti familiari o di risparmiare per un progetto.
Ai miei tempi si usava andare au pair all’estero per studiare le lingue e il sacrificio era notevole, pochi soldi per interminabili pomeriggi con nani pestiferi e umiliazioni continue da matrigne stizzose, ma mi è servito. Per undici mesi la prima volta e 1 anno e mezzo la seconda. E due lingue perfezionate.
Quindi, brave ragazze, sono certa che ce la farete. Donne forti, che si sono messe in gioco, che non si vergognano di andare a lavare i piatti in un ristorante, che si spaccano la schiena d’estate a raccogliere pomodori (credo sia una delle attività più pesanti al mondo, seconda solo al taglialegna) e che continuano a scrutare l’orizzonte, a studiare, informarsi e proporsi.
Siate ribelli.😜
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