giorno 89) LA mail

LA mail

“Dear sister, hanno scelto il tuo profilo…ora sta a te, se te la senti ancora. Non sai quanto mi dispiace…”

Ho letto la mail dal telefonino e così ho saputo che avrei donato un rene a mio fratello.

Mi trovavo al mare, seduta a un tavolo con una bella vista sul porto, i garriti dei gabbiani come sottofondo, ed ero con un’amica, una di quelle che ti usano come pattumiera per i loro sfoghi. Per un po’ ho confuso la sua voce con le grida dei gabbiani, poi le ho passato il telefono.

“Leggi”

E’ rimasta in silenzio guardandomi.

Da quel momento ho collezionato un repertorio di reazioni più o meno empatiche ma tutte con un comune denominatore: tutti mi volevano tranquillizzare.

  • Non aver paura, non te ne accorgerai nemmeno.
  • …sai il figlio del fratello del marito della commercialista, ha donato un rene a sua cognata e ora sta benissimo!
  • Donare un rene è come donare il midollo.
  • Beh è ovvio, è la cosa giusta.
  • bla, bla, bla…

Una cosa è certa, c’è molta disinformazione a riguardo e, con mia grande sorpresa, ho scoperto che le donazioni di rene da vivente hanno raggiunto un record in Italia, superando  la soglia dei 300 prelievi nel 2016. La cosa più sorprendente, davvero EROICA, è la DONAZIONE SAMARITANA: si dona un rene a uno conosciuto.

Non sono così eroica, lo ammetto, né altruista al punto di fare con leggerezza un gesto del genere. Sto facendo questo per una persona a cui voglio bene ed è già abbastanza difficile.

Ho il terrore di aghi e ospedali e mi aspetta un altro mese di controlli pre-operazione, il tutto a Sydney.

Di cose strane nella vita ne accadono tante, ma non potevo, non so, ad esempio vincere un concorso o essere scelta per un film o incontrare un ufo?

Questo è il periodo della mia vita C.C.V. : Che Ce Vò? o Che Culo, Vero?  Ti voglio bene brother.

Domani è un altro giorno.⇒

 

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