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L’uomo è salito in cima all’Everest e sceso in fondo all’oceano, ha lanciato razzi nello spazio, spaccato l’atomo, compiuto miracoli in ogni campo dell’attività umana (cit.007) MA, non è ancora riuscito ad evitare i REFUSI.

Perché ci tocca leggere refusi un po’ ovunque? Passi se li si trova nella lista della spesa della vicina  ottuagenaria ma non li trovo davvero giustificabili in magazine mensili, il cui stuolo di redattori, segretarie e correttori bozze, si presume servano a filtrare in più step di controllo quello che può sfuggire ad uno solo. Così, ad esempio, succede che quello che doveva essere il premio per i primi tre vincitori di un concorso letterario, cioè la pubblicazione del racconto, diventa una beffa se vengono pubblicati, nella suddetta rivista, i cognomi sbagliando una lettera e storpiandoli del tutto. Sapendo già che sarà forse possibile inserire un errata corrige “diciamo tra due mesi”, allora non resta che rimpiangere gli acronimi.

Una questione a parte è poi quella dei refusi non per distrazione ma per errore di battitura da triste ignoranza, colpa anche delle odiosissime correzioni automatiche che a volte ci fanno apparire come trogloditi, incapaci di scrivere frasi di senso compiuto, e delle famigerate sigle che impoveriscono sempre più il lessico: CVED(ci vediamo dopo), 10Q(Thank you), BBL (Be Back Later), C6?( Ci sei?), MDR (Morto dal ridere), TAT (Ti Amo Tanto), XK (Perché)…

Per scrivere, bisogna averne voglia e lasciarsi ipnotizzare dalla musicalità delle parole. Nulla contro il progresso e le novità, adooooro la potenza digitale, che però sviluppa sicuramente i muscoli lombricali della mano ma, se abusata, atrofizza l’intelletto e la vista.

EVIDIENTEMIENTE, LOL.

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Cannato, sballato, scimmiato

Rumore di vetri rotti. Una bottiglia lanciata contro la fontana va in pezzi, un suono acuto che si confonde negli schizzi d’acqua. E’ notte fonda, sono quasi le tre e le voci dei ragazzi sono come versi di animali agitati, persi. Alcuni gridano, altri cantano e ridono, sicuramente qualcuno sta vomitando.

Scosto un po’ la persiana e vedo le loro teste nelle ombre lunghe dei lampioni, una coppia  sta litigando e gli altri sono appoggiati al muro. Hanno bevuto, tanto. Non c’è gioia nelle risate, i discorsi si fanno pesanti e concitati, qualcuno si agita. Una ragazza si sente male, non respira o forse è solo svenuta. Si forma un cerchio intorno a lei, ora è distesa a terra e qualcuno grida aiuto, spaventato.

Luci che si accendono, come tanti occhi che si spalancano nel buio e altre persiane si scostano. Qualcuno ha già avvisato la Polizia perché arriva subito una volante e dopo poco un’ambulanza. Caricano la ragazza e partono. Restano due poliziotti e il gruppo di ragazzi che cominciano a svuotare le tasche, qualcuno piange, uno sta telefonando. I poliziotti prendono i documenti, fanno domande, guardano le bottiglie a terra.

Sul muro di fronte il lampeggiante proietta figure aliene che si muovono tra i gerani appesi ai  balconi, incorniciate dall’edera e dalle crepe. Un film, muto.

 

Ti insulto, ma con garbo

” Non sta recitando, no? Lei è davvero così sgradevole? ”  Anche oggi purtroppo ho incrociato un modello base di essere umano, dotato solo di un corpo in movimento, senza grazia e sensibilità.

Sono certa di non essere la sola a incappare in esemplari maleducati, spesso corredati da ogni tipo di gadget anche se li vedrei bene solo con una clava. Sarà un Virus? Una forma infettante che, come un programma pirata, altera i comportamenti degli umani? Siamo sotto attacco del parassita arrogante?

Altrimenti non si spiega perché entri in certi negozi sorridente, salutando, e vieni accolta dalla mummia Ötzi, un po’ seccata, che biascicante ti chiede “lapossoaiutare?”  Mi verrebbe da rispondere NO, per favore LEI NO.

Quando poi ignorano o offendono gli anziani, allora il CAPITAN HARLOCK che è in me splende di luce propria, disposto a memorabili duelli dialettici per arginare gli alieni ignoranti.

Difficile difendersi, impossibile ignorare,quindi mi rendo conto di poter apparire snob, ma ACCANTO (a me) è un posto per pochi.

Cronaca di un Pedone da marciapiede

Pessima giornata ieri.
Stavo rientrando, per niente soddisfatta, quindi con l’aura grigio topo, e dopo l’ennesimo spintone/spallata/borsata, mi fermai ad osservare il tumulto di piedi scomposti che calpestava il marciapiede. Una miriade di piedi con vita propria che mi stava puntando!
Così mi sorse il dubbio di non essere sufficientemente wow!, probabilmente di non incutere alcuna reverentia maiestatis, necessaria ad acquisire lo status di “pedonem rispettabilis“.
Urgeva un’autodifesa veloce ed efficace come una peretta.
Avrei potuto indossare uno scafandro puntuto, ma non sarei stata a mio agio, avrei preferito farlo indossare a loro, e al contrario.
Nel dunque arrivò l’ennesimo pedonem velocissimus con manoprolungaiphone, che stava visibilmente ciattando e, OVVIAMENTE, non poteva(lui) guardare dove stava andando.
“CHERI!!! Sono davanti a te  e mi rifiuto solennemente di spostarmi!”
Attorno a me, invece, gli altri si allontanarono, quasi stesse arrivando Mosé, e mi lasciarono sola, sulla traiettoria di impatto——————–
E impatto fu.
Quasi una testata, seguita dal volo del telefono.
L’urlo che ne seguì:BR….ST…DO…CA..VA..!!!, può essere così tradotto:
BRravo STo, DOve CAricare il telefono VA bene? (Ucraino)
BRight day, STill  DOwn, CAll me Valerie! (American Pie)
BRoches STar DOrée, CAspitina, l’avez vous VAluez? (French Kiss)
Sorvolai(come il Phone) sugli epiteti e mi concentrai sul bernoccolo.
Il pedonem velocissimus, nel meantime, si era allontanato sollevando polvere e schizzi di pozzanghere, continuando a imprecare.
La mia prima reazione, lo confesso, fu quella di raccogliere un sanpietrino e lanciarlo al pedonem velocissimus ma, essendo un pò a corto di superpoteri (avevo appena fatto una torta), il rischio di colpire qualcun altro era altissssssssssimo.
Quindi optai per un anatema.
Tempo un minuto e, in lontananza si udì un altro scontro frontale, a seguire: BR…ST..DO…CA…VA—–
La serata fu deliziosa.